Non temere ciò che dovrai soffrire; ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in prigione per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. (Apocalisse 2:10)
Il cristianesimo si diffuse molto in Boemia (l’attuale Repubblica Ceca) nel X secolo. Venceslao, salito al trono molto giovane, fu il primo re cristiano di quella nazione. Era stato allevato nella fede da sua nonna e favorì grandemente l’espansione della fede; ma fu accusato di vendere il paese ai missionari, e per questo dovette affrontare una violenta opposizione.
Nel settembre dell’anno 929 suo fratello Boleslav, che non era credente, dopo averlo minacciato, lo ferì gravemente all’uscita da una funzione religiosa. Invece di vendicarsi, il re gettò la spada e gridò: “Un cristiano non può essere fratricida”. Poco dopo morì chiedendo a Dio di perdonare il fratello.
Aveva solo vent’anni, ma il dono della sua vita non rimase senza conseguenze. Se suo fratello Boleslav I fu un re anticristiano, suo figlio Boleslav II, fu chiamato “il pio” e favorì l’espansione dell’Evangelo in tutto il paese.
Quante volte la fedeltà al Signore è costata la vita ai credenti! Ma il loro sacrificio non è stato vano. E’ sorprendente che durante le persecuzioni del XX secolo c’è stato un numero di conversioni più alto che mai.
La fede vivente si fortifica proprio durante i periodi di persecuzione perché il Cristo risuscitato mantiene ferma la fede dei suoi; e se permette che debbano anche perdere la loro vita, questo fa sì che altri prendano coraggio e proseguano nel cammino della fede.
Cristo costruisce la sua chiesa, la nutre e la purifica per poi prenderla con sé. La vita dei credenti non è per questa terra, ma per il cielo. Lì sarà il coronamento della loro vittoria.
So infatti che questo riuscirà a mia salvezza, mediante la vostra preghiera e l’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia fervida attesa e speranza, che non sarò svergognato in cosa alcuna, ma che con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà magnificato nel mio corpo, o per vita o per morte. Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno. (Filippesi 1:19-21)



