Ma quanto a me, quasi inciampavano i miei piedi, e poco mancò che i miei passi sdrucciolassero. Poiché portavo invidia ai vanagloriosi, vedendo la prosperità dei malvagi. (Salmo 73:2-3)
Il proverbio dice: “Un bene male acquisito non rende”. Eppure, quando ci rendiamo conto che quelli che sono senza scrupoli sembrano avere successo, possiamo anche scoraggiarci.
Asaf, l’autore del Salmo 73, lo constatava con grande franchezza.
Ecco, costoro sono empi, eppure essi sono sempre tranquilli ed accrescono le loro ricchezze. Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani nell’innocenza. (Salmo 73:12-13)
Oggi come allora, i “malvagi”, ossia coloro che non hanno come regola di comportamento la volontà di Dio, aumentano le loro ricchezze in quanto non si pongono problemi di coscienza. Senza vergognarsi, possono oltrepassare il limite dell’onestà ed impiegare metodi scorretti. Il vero credente non può agire così. Fa assegnamento su Dio e rifiuta la regola è la “legge del più forte”.
Questo comportamento può penalizzarlo negli studi o nella carriera. Ma ha la gioia di piacere a Dio, il quale ci assicura anche che, un giorno, ognuno di noi dovrà rendere conto delle proprie azioni.
E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. (Ebrei 4:13)
Asaf l’ha capito e si è ripreso aggiungendo:
Quando il mio cuore era inacerbito e mi sentivo trafitto internamente, io ero insensato e senza intendimento; davanti a te ero come una bestia. (Salmo 73:21-22)
Non lasciamoci adescare dalle apparenze ingannatrici di questo mondo. E’ meglio uno vita modesta ma vissuta nella comunione con Dio, che una vita colma di beni materiali ma lontana da lui.
Che giova infatti all’uomo guadagnare tutto il mondo, se poi rovina se stesso e va in perdizione? (Luca 9:25)



