In un giornale di annunci immobiliari si legge: “Prenotate la vostra futura residenza di alto livello, vicino a tutti i servizi, in una bella zona …” Parecchie pagine della rivista sono piene di offerte per l’acquisto o l’affitto di appartamenti e di ville.
Per la vita terrena è presentata, ad alcuni privilegiati, una gran scelta di residenze; però c’è anche da scegliere una “residenza” per il nostro avvenire eterno! Ma c’è differenza rispetto alla residenza terrena: l’offerta di una casa eterna, nel cielo, è gratuita per tutti. Sta a noi accettarla o rifiutarla; e nell’aldilà non ci sarà data più nessuna possibilità di modificare la decisione presa sulla terra.
Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché possa vivere, tu e i tuoi discendenti, e possa amare l’Eterno, il tuo DIO, ubbidire alla sua voce e tenerti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e la lunghezza dei tuoi giorni, affinché tu possa abitare nel paese che l’Eterno giurò di dare ai tuoi padri, ad Abrahamo, Isacco e Giacobbe». (Deuteronomio 30:19-20)
Il credente sa che avrà un corpo glorioso, una casa eterna, che sostituirà il suo corpo terrestre.
Sappiamo infatti che se questa tenda, che è la nostra abitazione terrena, viene disfatta, noi abbiamo da parte di Dio un edificio, un’abitazione non fatta da mano d’uomo eterna nei cieli. (2 Corinzi 5:1)
Questa vivificazione del corpo mortale del cristiano è basato sulla risurrezione di Cristo dai morti. Avendo dato volontariamente la propria vita, Gesù Cristo ha rivestito un corpo glorioso e il credente è destinato ad avere un corpo simile a quello del Signore risorto.
E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali mediante il suo Spirito che abita in voi. (Romani 8:11)
Possiamo anche noi dire, con la stessa certezza dell’apostolo Paolo, che: La nostra cittadinanza infatti è nei cieli, da dove aspettiamo pure il Salvatore, il Signor Gesù Cristo, il quale trasformerà il nostro umile corpo, affinché sia reso conforme al suo corpo glorioso, secondo la sua potenza che lo mette in grado di sottoporre a sé tutte le cose. (Filippesi 3:20-21)



