La sua più grande scoperta

Costui trovò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia che, tradotto, vuol dire: “Il Cristo”»; e lo condusse da Gesù. Gesù allora, fissandolo, disse: «Tu sei Simone, figlio di Giona; tu sarai chiamato Cefa, che vuol dire: sasso». (Giovanni 1:41-42)

Il professore J. Simpson, eminente medico inglese (1811-1870), cominciò modestamente la sua carriera come dipendente in una panetteria. Riuscì a pagare i suoi studi e diventò, con un duro lavoro, rispettato uomo di scienza. E’ lui che scoprì l’uso del cloroformio come anestetico ed inventò anche parecchi strumenti di chirurgia.

Una paziente gli chiese, un giorno, quale fosse la sua più grande scoperta. Si aspettava, evidentemente, che egli facesse menzione di una sua invenzione nel campo della chirurgia o della medicina. Ecco quale fu la sua risposta: “La mia più grande scoperta è stata di comprendere che ero un grande peccatore e che Gesù era un grande Salvatore”.

Questa scoperta è alla portata di ognuno di noi, quale che sia il nostro grado di istruzione e, può essere fatta oggi. In che modo? Riconoscendoci colpevoli agli occhi di Dio ed appropriandoci del sacrificio di Cristo Gesù, morto per la salvezza degli uomini perduti.

Ma la risposta di questo scienziato del secolo scorso concerne anche i credenti di oggi. Riconosciamo che egli non si vergognava dell’Evangelo e che sapeva afferrare le occasioni presentategli dal Signore. Non dimentichiamo che siamo i testimoni del Salvatore che per noi ha dato la Sua vita.

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