Victor Hugo dichiarava verso l’anno 1860 che l’intelligenza umana non aveva limiti e che la scienza stava per conoscere un progresso considerevole, che avrebbe permesso all’uomo di domare gli elementi della natura e di regnare su di essa.
Da quando il poeta ha scritto questo, i progressi favolosi della tecnologia sembrano bene dargli , almento in parte, ragione. Lo sviluppo dell’informatica permette di guidare gli aeroplani in modo automatico, di fare le previsioni meteorologiche, di fotografare con la stessa facilità sia il pianeta Saturno che il sistema vascolare.
Ma la medaglia ha il suo rovescio. Ci si vanta di poter pianificare la produzione, ma si è incapaci di organizzare l’approvigionamento mondiale di prodotti di prima necessità. Mentre i paesi ricchi sono costretti a limitare la produzione, i paesi poveri si indebitano e vedono i loro bisogni alimentari tragicamente insoddisfatti.
Chiunque invece ode queste parole e non le mette in pratica, sarà paragonato ad un uomo stolto, che ha edificato la sua casa sulla sabbia. Cadde poi la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa; essa crollò e la sua rovina fu grande». (Matteo 7:26-27)
Tutte queste strutture hanno la fragilità di una ragnatela. L’uomo si appoggia sopra e cade.
Migliaia di anni fa, un amico del patriarca Giobbe dichiarava:
Tali sono le vie di tutti quelli che dimenticano Dio; così la speranza dell’empio perirà. La sua fiducia sarà troncata e la sua sicurezza è come una tela di ragno. Egli si appoggia alla sua casa, ma essa non regge; vi si aggrappa, ma essa non tiene. (Giobbe 8:13-15)
Su cosa ti appoggi? Sull’intelligenza umana o su Dio la cui saggezza non verrà mai mento?
Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri. (proverbi 3:5-6)




