Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo. (Efesini 3:14-18)
Se abbiamo riconosciuto il nostro stato di peccato davanti a Dio e abbiamo creduto all’efficacia del sacrificio di Gesù Cristo, abbiamo conosciuto quell’amore che gli ha fatto sopportare le sofferenze della croce e accettare di morire al posto nostro come vittima espiatoria. L’amore l’ha spinto a patire il terribile castigo di Dio che noi avevamo meritato, e che per noi sarebbe stato eterno.
Quali amari momenti ha vissuto Cristo sulla croce, nell’istante in cui Dio distoglieva lo sguardo da Lui perché aveva accettato di “diventare peccato per noi”, Lui che non aveva conosciuto peccato! E questo “affinché noi diventassimo giustizia di Dio in Lui” (2 Corinzi 5:21). Quale amore ci rivela il grido doloroso che uscì dalle Sue labbra in quel momento solenne: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46)!
Così, dopo aver “fatto Egli stesso la purificazione dei nostri peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 1:3). Ma, benché ora sia coronato di gloria e onore, il Suo cuore non è mutato. “Egli è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8).
Lassù ascolta le preghiere e le suppliche dei Suoi. Non ha forse ascoltato le ferventi preghiere di quelli che si erano riuniti a Gerusalemme nella casa di Maria e che intercedevano in favore di Pietro che era stato imprigionato? (v. Atti 12).
Questo vale tuttora, Egli ascolta anche te, perché ti ha nel Suo cuore.




