Gli si domanderà: “Che sono quelle ferite che hai nelle mani?” Egli risponderà: “Sono ferite che ho ricevuto nella casa dei miei amici”. (Zaccaria 13:6)
Quattro secoli prima della venuta di Gesù sulla terra, il profeta Zaccaria annunciò che un giorno sarebbe stato chiesto a Cristo: “Che sono quelle ferite che hai nelle mani?” Questa profezia non si è ancora compiuta.
Nel corso dei duemila anni di predicazione del Vangelo, molti Ebrei si sono convertiti al Signore Gesù e sono diventati cristiani; ma l’avvenimento di cui parla questa profezia si realizzerà negli ultimi tempi quando una parte degli Ebrei, fino ad allora increduli, prenderà finalmente coscienza che il vero Messia era Gesù, quel Gesù che i loro antenati hanno crocifisso.
Con tristezza, allora, si renderanno conto di essere loro quegli “amici” nella casa dei quali il Messia è stato ferito, e comprenderanno che quelle cicatrici sono la prova dell’amore di Dio vero di loro. Il Signore parlerà ai loro cuori ed essi saranno spinti al pentimento e all’adorazione, e si rallegreranno come i discepoli di Gesù quando hanno “veduto il Signore”.
La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli erano chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» E detto questo mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. (Giovanni 20:19-20)
Questo incontro col Suo popolo penitente deve ancora avvenire; ma oggi, quando i credenti si radunano attorno al Signore per celebrare il ricordo della Sua morte, Egli è spiritualmente presente in mezzo a loro, ed è come se mostrasse le Sue mani e i Suoi piedi segnati dai chiodi.
Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. (Matteo 18:20)
Egli presenta loro il pane e il calice di vino in ricordo delle Sue sofferenze e della Sua vita offerta in sacrificio per i loro peccati. Questo ci tocca profondamente e ci spinge a ringraziarlo, ad adorarlo, a lodarlo.
Poiché ogni volta che mangiate questo pane e bevete da questo calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. (1 Corinzi 11:26)




