Le vertigini della presunzione

Così vi salirono circa tremila uomini scelti tra il popolo, ma di fronte agli uomini di Ai si diedero alla fuga. (Giosuè 7:4)

I primi sei capitoli del libro di Giosuè raccontano come il Signore aveva guidato Israele in nove diverse occasioni. Qui, però, dopo la presa di Gerico, Giosuè e suoi consiglieri decisero autonomamente azione e strategia, sperimentando un penoso fallimento.

Prima di attacare la città Ai, Giosuè ascolto soltanto il parere delle spie, senza premurarsi di cercare il consiglio del Signore, l’Unico in grado di assicurare loro il buon esito della battaglia.

Dio aveva dato istruzioni precise sul modo in cui Giosuè avrebbe dovuto cercare e ricevere la Sua guida. Giosuè, in effetti, era all’oscuro del peccato di Acan, vera causa della sconfitta nella battaglia di Ai. Ma prima di andare in battaglia, egli avrebbe dovuto chiedere la guida del Signore, invece di farlo dopo la morte di trentasei persone.

Attenzione: il pericolo di ritenere la preghiera non più necessaria è maggiore proprio quando il Signore ha appena risposto alle nostre suppliche o ci ha largamento benedetti. Più si è in alto, più è facile restare vittime delle vertigi della presunzione.

Non cadere nella trappola dell’autosufficienza: senza dare nulla per scontato, coninua a dipendere esclusivamente da Dio.

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