Applicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento, finché io venga. Non trascurare il dono che è in te, che ti è stato dato per profezia, con l’imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani. Adoperati per queste cose e dedicati ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti. (1 Timoteo 4:13-15)
Secondo un sondaggio realizzato in Francia, il 71% delle persone interrogate avrebbero affermato che, fra i personaggi più celebri, Gesù Cristo è quello di cui conoscono meglio i pensieri.
Ma soltanto il 23% di queste avrebbe dichiarato di aver letto la Bibbia!
Ci possiamo chiedere allora da dove attingano le loro conoscenze su Gesù Cristo: forse da un film, che spesso ne dà una rappresentazione parziale o distorta, quando non blasfema, della sua vita e del suo insegnamento?
Dio, i cui pensieri sono ben al di sopra dei nostri si è rivelato in Gesù Cristo. Non si arriva alla fede tramite dei “sentito dire” su Gesù. Né l’educazione cristiana né dei libri di storia sono sufficienti per dare un fondamento alla nostra fede.
Certe volte si sente dire: “Ho cercato più volte di leggere la Bibbia ma mi sono scoraggiato: è troppo difficile“.
E’ possibile, ma riflettiamo: dopo aver letto un libro di matematica, potremmo pretendere di averne assimilato il contenuto? No, tutti gli studenti diranno che non basta leggere, occorre impegnarsi, fare esercizi e sovente farsi aiutare. Questo vale anche per la Bibbia.
Filippo gli corse vicino e, sentendo che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Comprendi ciò che leggi?». Quegli disse: «E come potrei, se nessuno mi fa da guida?». Poi pregò Filippo di salire e di sedersi accanto a lui. (Atti 8:30-31)
La Bibbia è, nello stesso tempo semplice e difficile da capire. Per chi la legge con fiducia, essa parla al cuore e alla coscienza ed ha un effetto vitale e positivo.
Ma per chi l’affronta con un atteggiamento critico, come per volerla giudicare, essa non rivela il suo senso profondo. Bisogno dunque studiarla con umiltà, fede e preghiera.


