Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:22-23)
Chi si è appropriato mediante la fede dell’opera salvifica di Cristo non è più padrone di se stesso; come scrive l’apostolo Paolo: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Corinzi 6:19-20).
Questo “caro prezzo” che il Signore Gesù ha pagato a Dio col Suo sacrificio dà a Lui tutti i diritti su di noi, e conferisce a noi l’onore di essere Suoi servi.
Quelli che ancora sono schiavi di satana, e che Dio definisce stolti (v. Salmo 14:1), forse ironizzeranno: “Siete passati da un padrone all’altro”. Ma la Parola di Dio ha un risposta anche a questo proposito: “… questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all’ignoranza degli uomini stolti” (1 Pietro 2:15). E precisa che i credenti potranno e dovranno farlo ” … come uomini liberi, che non si servono della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio” (1 Pietro 2:16).
La liberà di cui godiamo non è la libertà come la intende chi è lontano da Dio, non è la libertà di fare la propria volontà che inevitabilmente spinge a fare il male. Anzi, come è scritto ” … avete per frutto la vostra santificazione … ” (Romani 6:22). Il primo frutto di chi è fatto servo di Dio è il bene che il credente è in grado di compiere grazie alla natura “divina” di cui è “diventato partecipe”.
Attraverso queste ci sono state elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina, dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza. (2 Pietro 1:4)
Solo chi è stato liberato dalla potenza del peccato può tradurre in realtà le caratteristiche del servitore della giustizia secondo il pensiero di Dio. E’ vero, purtroppo, che il peccato si manifesta talvolta anche nella vita dei credenti, ma proprio perché sono credenti, sono messi nelle condizioni di vivere in modo “giusto”, cioè secondo il pensiero di Dio e in ubbidienza alla Sua volontà.




