Liberato due volte

Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. (Efesini 2:11-13)

Un mattino dell’Aprile 1822, due navi da guerra britanniche, incaricate della lotta contro la tratta degli schiavi, fermano un battello negriero. Nella stiva sono ammucchiati 187 prigionieri, smagriti e affamati! Fra loro si trova Aljayi, un adolescente, originario di un villaggio non lontano dalla costa del Benin.

Era scoppiata una guerra civile e Ajayi aveva dovuto fuggire nella foresta con sua madre e le sue due sorelle. Mentre correva, aveva sentito una corda cadergli sulle spalle e stringergli il collo; era stato preso a lazo come una capra selvatica!

Disperato, tenta di porre fine ai suoi giorni per ben due volte, ma Dio vegliava su di lui perché voleva farlo diventare un suo servitore.

Liberato dalle forze britanniche, ora può correre e saltare senza avere catene ai piedi. La nave fa vela per Freetown in Sierra Leone, dove gli schiavi liberati sono accolti e istruiti.

Qui egli diventa cristiano e scrive così:

“Circa tre anni dopo essere stato liberato dalla schiavitù umana, scoprii che esiste un’altra schiavitù di cui non era cosciente, quella del peccato e di satana. Piacque al Signore di aprirmi il cuore e di liberarmi da questa schiavitù peggiore della prima”.

Qualche anno dopo, Ajayi parte come missionario per il centro dell’Africa e vi resta 62 anni. Non più odio per coloro che lo avevano fatto soffrire; ma una grande compassione e una dedizione totale per coloro che erano ancora schiavi degli uomini e schiavi del peccato!

Il Signore lo prese a sé all’età di 89 anni.

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