Essi mi hanno reso male per bene e odio in cambio del mio amore. (Salmi 109:5)
Gesù esce da Gerusalemme portando la sua croce. In cambio del suo amore riceve l’odio. Come corona, gli hanno messo sul capo un intreccio di spine e come scettro gli hanno dato una canna.
E, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra; e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano dicendo: «Salve, o re dei Giudei!». Poi, sputandogli addosso, presero la canna e con quella lo percotevano sul capo. (Matteo 27:29-30)
Si fanno beffe di lui, lo colpiscono con la canna e gli sputano in viso. Lo hanno spogliato delle sue vesti che i soldati, senza scrupoli, si spartiscono. Gesù è inchiodato alla croce. Dove sono quelle migliaia di persone che ha guarito e consolato? Persino i suoi discepoli sono fuggiti.
Gesù è in croce. Perché? A causa della malvagità degli uomini, certo ma questo non è l’unico motivo. Gesù ha accettato di morire sulla croce perché solo la sua morte poteva salvarci. Egli è l’Agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo. Infatti quando la sua opera espiatoria è completata può rimettere il suo spirito al Padre e spirare.
Il capo dei soldati aveva costatato la sua morte e aveva concluso che era inutile spezzargli le gambe come agli altri due che erano crocifissi. In quel momento uno dei soldati gli trapassa il costato con la lancia. A quest’ultimo oltraggio, Dio risponderà con un castigo? No.
Dal costato trafitto di Gesù esce sangue ed acqua, il sangue che espia e l’acqua che purifica il peccatore che si riconosce colpevole e crede al suo sacrificio. Dio è amore!
Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, amen. (Apocalisse 1:7)



