Perché chiunque si innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato. (Luca 14:11)
E’ Gesù che ha pronunciato questa verità e l’ha perfettamente vissuta. Dall’eternità era Dio, ma non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente.
Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio. (Giovanni 1:1)
Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. (Filippesi 2:5-11)
Non ha voluto tenere per se stesso la posizione gloriosa che gli spettava, ma è andato incontro alla povertà, alla sofferenza e alla morte. Facendosi simile alla sua creatura, lui, il Creatore, ha annientato se stesso; ha velato la sua gloria divina prendendo la forma di un uomo, e noi uomini lo abbiamo maltrattato come fosse uno schiavo.
Egli è stato ubbidiente fino alla morte, accettando di compiere in questo modo la volontà del Padre che voleva salvarci. Gesù ha così sofferto la morte della croce, una morte ignominiosa e crudele, riservata ai malfattori. Avrebbe potuto abbassarsi più di così?
E’ per questo che Dio lo ha sovranamente innalzato, rispondendo all’umiliazione estrema con l’esaltazione più elevata. Dio ha risuscitato e fatto sedere alla sua destra Colui che gli uomini hanno rifiutato, dandogli un nome che è al di sopra di ogni nome. Il Signore Gesù, come uomo glorificato, occupa una posizione di autorità spirituale assoluta.
Perciò anch’io, avendo udito della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore verso tutti i santi, non cesso mai di rendere grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signor nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia lo Spirito di sapienza e di rivelazione, nella conoscenza di lui, e illumini gli occhi della vostra mente, affinché sappiate qual è la speranza della sua vocazione e quali sono le ricchezze della gloria della sua eredità tra i santi, e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi che crediamo secondo l’efficacia della forza della sua potenza, che egli ha messo in atto in Cristo, risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti, al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di ogni nome che si nomina non solo in questa età, ma anche in quella futura, ponendo ogni cosa sotto i suoi piedi, e lo ha dato per capo sopra ogni cosa alla chiesa, che è il suo corpo, il compimento di colui che compie ogni cosa in tutti. (Efesini 1:15-23)
Nella nostra epoca, in cui Gesù viene ancora rifiutato, e in attesa del giorno in cui ogni essere vivente dovrà riconoscere che lui è il Signore alla gloria di Dio Padre, è una grande gioia per i credenti rendergli lode e onore.



