L’unicità di Cristo

Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose loro: «Sono per l’appunto quel che vi dico. (Giovanni 8:25)

Quello che Gesù dice di se stesso dobbiamo leggerlo con attenzione. E’ proprio straordinario! Nel suo modo di parlare di sé, egli ci appare come un uomo coerente con il proprio essere, che non si è mai discostato da ciò che Egli è veramente. In tutta la storia del mondo, questo è un fatto unico.

Lo scrittore russo Dostoevskij, nel suo romanzo “I fratelli Karamazov”, ha fatto alcune osservazioni interessanti sulla persona di Cristo.

Scrive: “Le stesse persone che negano il Cristianesimo e che l’hanno attaccato, nel loro intimo seguono ancora l’ideale cristiano. Infatti finora, né la loro perspicacia, né lo zelo del loro cuore sono stati in grado di trovare per l’umanità un ideale di virtù più elevato di quello data da Cristo”.

Naturalmente, chiunque ama Cristo si rallegra per questo riconoscimento della sua Persona, ma per una conoscenza completa, ciò non è sufficiente. L’unicità e la grandezza morale del Signore Gesù stanno essenzialmente in quei caratteri che noi riconosciamo in lui: il Salvatore mandato da Dio, l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini, Figlio di Dio stesso.

La sua vera missione sulla terra è stata quella di compiere con la sua morte sulla croce del Golgota l’opera di salvezza per gli uomini peccatori, quali siamo tutti agli occhi di Dio.

Questo rende unica la gloria di Cristo. Quale altro uomo potrebbe mai dire a Dio:  Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. (Giovanni 17:4)

Veramente, nessuno è simile a lui!

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