Manca solo la tua firma

La rappresentazione della “Dannazione del Faust” di Berlioz sta per finire. Con la sua firma il dottor Faust si è posto definitivamente sotto il dominio del demonio che trionfa. Si scatenano tutti gli strumenti dell’orchestra.

“Oh, terrore!” canta il piccolo coro. Tutta la sala è presa da un fremito: Faust ha venduto l’anima al diavolo.

Vendere la propria anima al diavolo è una cosa terribile, perché significa farsi coscientemente possedere da lui; ma quello che tutti dimenticano è che non è necessario vendergli la propria anima per appartenergli. E’ cosa già fatta se non abbiamo una relazione personale e vivente con Dio per mezzo di Gesù Cristo.

Perché sarebbe stato necessario che Dio desse il suo unico Figlio se non fossimo stati effettivamente tutti perduti?

Il pericolo maggiore nel quale l’uomo incorre non è di dare, come Faust, la propria anima al diavolo, ma di non darla a Dio. L’opera della salvezza è stata fatta da Gesù Cristo alla croce. Occorre però accettarla con una decisione personale.

Nella vita corrente, non esiste alcun atto importante che ci riguarda che possa concludersi senza la nostra firma, manifestazione formale della nostra volontà.

Ora, essendo suoi collaboratori, vi esortiamo a non ricevere invano la grazia di Dio, perché egli dice: «Io ti ho esaudito nel tempo accettevole e ti ho soccorso nel giorno della salvezza». Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza. (2 Corinzi 6:1-2)

L’opera è attestata da Dio come un contratto al quale manca solo la tua firma. Non vuoi metterla ora? Cioè, non vuoi accettare oggi, personalmente, il dono di Dio, che ci ha dato Gesù, il suo Figlio diletto, perché fosse la propiziazione per i nostri peccati?

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui. (Giovanni 3:36)

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