Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. (Giovanni 8:36)
Alexis Carrel (1873-1944), il celebre chirurgo e fisiologo che aprì la strada alle operazioni a cuore aperto, ha scritto: “Si direbbe che la vita moderna si sia avviata verso un vicolo cieco. L’intelligenza, nel suo sviluppo egoistico, isolata dal campo spirituale, è una mostruosità. Sull’albero della scienza l’uomo moderno ha colto, per la seconda volta, il frutto proibito. La difficoltà deriva dal fatto che conosce le leggi della meccanica, della fisica, della chimica, ma non conosce se stesso. Dunque, ha creato un paradiso che non gli conviene, un mondo duro, geometrico, tecnico”.
Queste riflessioni sono più che mai attuali; l’uomo che ha creduto di fare a meno di Dio, si accorge che in se stesso sussiste un vuoto immenso che non può essere colmato da nulla. Ha voluto liberarsi da qualsiasi controllo, ed è caduto in nuove schiavitù. La tecnica, il benessere, le possibilità, il denaro, i piaceri; ecco ciò che lo incatena.
Non si elimina Dio dalla propria strada senza subirne i danni più grandi. Ma questo Dio, di cui non si vuol saperne, è sempre presente e aspetta il peccatore che si pente. Bisogna che ciascuno riconosca la propria colpevolezza personale e il valore del sacrificio di Gesù. Si viene a Dio solo passando attraverso la croce.
Perché se siamo fuor di senno, è per Dio, e se siamo di buon senno, è per voi; infatti l’amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; e ch’egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. (2Corinzi 5:13-15)




