Nascere da vecchi

Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» (Giovanni 3:4)

Essere definiti “vecchi” non è più un’attestazione onorifica; piuttosto, indica persone “al capolinea” di una esistenza logorante. Per il “vecchio” è quasi già tutto tramontato: con gli anni sono finiti i sogni, con gli acciacchi si sono ridotte le sue relazioni umane.

Che cosa resta a una persona anziana che si riconosce in tale quadro così ingiallito? Può ancora progettare, sperare, ricominciare?

In realtà, non gli serve una vita fisica sulla terra, anche quando la biotecnologia avrà magari raddoppiato la durate dei suoi anni. Commetterebbe gli stessi errori e avrebbe le medesime sofferenze, fisiche e interiori, soltanto più allungo.

Il punto è un altro: qual è la necessità dell’anima, e non tanto quello del corpo? A questo Gesù risponde sostenendo che non c’è bisogno di un’età anagrafica per nascere di nuovo e diventare un figli di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, bisogna nascere di Spirito, dall’Alto. Si può iniziare una vita nuova e lasciare che lo Spirito Santo agisca nel cuore, producendo pensieri e azioni che riflettono il carattere del Padre celeste.

In Cristo è possibile per chiunque nascere, anche da vecchi, a questa meravigliosa relazione personale con Dio, per la potenza della Sua grazia e per la virtù del Suo Spirito.

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