Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. (Apocalisse 3:15-16)
Ecco delle persone che sono cristiane, di nome, debitamente battezzate, ma in realtà portano questo titolo senza averne diritto. Celandosi sotto il mantello di una religione che, essi pensano, li rende più rispettabili, non hanno una fede personale in Gesù Cristo.
Hanno solo delle opinioni. Per loro, Dio e la sua Parola, Cristo e la sua croce, il tempo e l’eternità, il cielo e l’inferno, sono nozioni discutibili. Non sono decisamente opposti a questi soggetti, ma vorrebbero approfittare di tutto ciò che il mondo può offrire, cioè, permettersi tutto senza subirne un giorno le conseguenze.
Desidererebbero morire come dei santi dopo aver trascorso tutta la vita senza curarsi minimamente di Dio. Parlano volentieri di moralità, esprimono la loro opinione sui problemi sociali e religiosi, ma in modo puramente intellettuale. Essi non hanno mai avuto contatti personali con Dio, ed evitano con cura di prendere posizione.
Esitano, rimandando da un giorno all’altro di prendere una decisione, e si scusano dicendo: “Abbiamo ben l’intenzione di fare una scelta, ma più tardi; la vita è così breve che vale pertanto la pena di trarne il massimo piacere possibile”.
Se questo fosse, per caso, il tuo ritratto morale, non esitare ancora a fare la scelta per Cristo. Il domani non ti appartiene, e poi, tieni presente che questa decisione non la si rimpiange mai.
E se vi pare cattiva cosa servire l’Eterno, scegliete oggi chi volete servire, o gli dèi che servirono i vostri padri di là dal fiume, o gli dèi degli Amorei, nel cui paese voi abitate; quanto a me e alla mia casa, serviremo l’Eterno». (Giosué 24:15)



