Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)
L’eternità è una dimensione che sfugge alla ragione umana. L’uomo, essendo un essere finito, non può concepire l’infinito; ma quest’incomprensione non cambia per nulla il fatto in sé.
Dio è eterno e desidera un’eternità di felicità per i suoi riscattati; invece, a quelli che hanno rifiutato la salvezza, da lui offerta gratuitamente, sarà riservata un’eternità di castigo. Questo pensiero è terrificante, tuttavia la nostra ragione deve accettarlo, perché è Dio che parla così.
La Bibbia stabilisce in modo irrefutabile che c’è un’eternità di pene.
Ora, se la tua mano ti è occasione di peccato, tagliala; è meglio per te entrare monco nella vita, che avere due mani e andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. E se il tuo piede ti è occasione di peccato, taglialo; è meglio per te entrare zoppo nella vita, che avere due piedi ed essere gettato nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. E se l’occhio tuo ti è occasione di peccato, cavalo; è meglio per te entrare con un occhio solo nella vita, che averne due ed essere gettato nella Geenna del fuoco, dove il loro verme non muore e il fuoco non si spegne. (Marco 9:43-48)
Un fuoco che non si spegne e un verme roditore che non muore: figura impressionante di una pena senza fine.
Oltre a tutto ciò, fra noi e voi è posto un grande baratro, in modo tale che coloro che vorrebbero da qui passare a voi non possono; così pure nessuno può passare di là a noi”. (Luca 16:26)
Il Signore ci parla ancora, descrivendo un grande abisso stabilmente posto tra la dimora dei salvati e quella dei perduti, di modo che non si può passare dall’uno all’altro.
Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui». (Giovanni 3:36)
Un giorno, forse vicino, ognuno di noi sperimenterà che c’è davvero o una felicità oppure un’infelicità eterna. Non apettare quel giorno per credere!




