Perché, quando io sono venuto, non si è trovato nessuno? Perché, quando ho chiamato, nessuno mi ha risposto? La mia mano è davvero troppo corta per liberare, oppure non ho la forza di poter salvare? Ecco, con la mia minaccia io prosciugo il mare, riduco i fiumi in deserto; il loro pesce diventa fetido per mancanza d’acqua e muore di sete. (Isaia 50:2)
Il capitolo 50 del libro del profeta Isaia sottolinea l’infedeltà di Israele e la fedeltà dell’Eterno. Israele ha girato le spalle al suo Dio scegliendo il peccato. La sua prigionia in Babilonia ne è la conseguenza.
Il capitolo inizia con delle domande che l’Eterno rivolge al popolo volendolo rimproverare. Costretto a correggerlo, Dio ne permette la schiavitù invitandolo però a tornare a Lui. Israele deve scegliere: il peccato o il Signore.
Ma il Signore, DIO, mi ha soccorso; perciò non sono stato abbattuto; perciò ho reso la mia faccia dura come la pietra e so che non sarò deluso. Vicino è colui che mi giustifica; chi mi potrà accusare? Mettiamoci a confronto! Chi è il mio avversario? Mi venga vicino! Il Signore, DIO, mi verrà in aiuto; chi è colui che mi condannerà? Ecco, tutti costoro diventeranno logori come un vestito, la tignola li roderà. Chi di voi teme il SIGNORE e ascolta la voce del suo servo? Sebbene cammini nelle tenebre, privo di luce, confidi nel nome del SIGNORE e si appoggi al suo Dio! (Isaia 50:7-10)
Oggi lo scenario sembra ripetersi. Dio chiama ancora. Fa una proposta d’amore a tutti i popoli, a te personalmente, attraverso il sacrificio di Cristo. Il tempo sta finendo, e la chiamata richiede una vera risposta: un “si” o un “no”. Presto la santa chiamata non si udrà più.
In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5:24)
Verrai a Lui? L’incontro con Cristo e la riconciliazione col Padre celeste cambieranno la tua vita




