Non dimentichiamo la beneficenza

Chi è benefico sarà nell’abbondanza, e chi annaffia sarà egli pure annaffiato. (Proverbi 11:25)

L’espressione “benefico” designa una persona con un cuore generoso, che sa donare ciò che ha, che agisce con bontà e generosità verso gli altri; e che avrà una ricompensa.

C’è chi offre liberalmente e diventa più ricco, e c’è chi risparmia più del giusto e non fa che impoverire. (Proverbi 11:24)

L’apostolo Paolo fa allusione a questo proverbio in 2 Corinzi 9:6-11, dove incoraggia i credenti di Corinto a portare soccorso ai credenti che si trovavano nel bisogno a Gerusalemme. Egli insegna loro che se si mostreranno generosi, Dio li ricompenserà e darà loro altre occasioni di fare il bene. “Chi è benefico” mette in pratica le parole del Signore Gesù che ha detto: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20:35).

Questo far parte generosamente agli altri di ciò che Dio ci ha donato, si applica anche in campo spirituale. Ogni credente ha ricevuto qualche dono spirituale da parte di Cristo salito al cielo (Efesini 4:7-8); e deve farlo “fruttare”, non nasconderlo (Luca 19:15-21).

Se rendiamo partecipi gli altri di ciò che riceviamo dal Signore, Egli ci darà ancora di più; così la benedizione sarà moltiplicata e sempre più persone avranno motivo di glorificare Dio.

Così, arricchiti in ogni cosa, potrete esercitare una larga generosità, la quale produrrà rendimento di grazie a Dio per mezzo di noi. (2 Corinzi 9:11)

Se l’acqua di un lago non scorre, diventa presto stagnante. Se vi sono sorgenti che continuamente lo alimentano e se l’acqua può fuoriuscire, ci saranno vita e ristoro in abbondanza!