Non più cattivo degli altri

Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno», e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Salmi 32:5)

“Ad ogni buon conto, non sono peggiore degli altri. Non ho fatto male a nessuno. E poi, Dio è buono, passerà su quello che non è grave, terrà conto delle buone intenzioni ….”.

Non sei più cattivo degli altri e sicuramente è così, il problema è che “gli altri” costituiscono un cattivo punto di riferimento. Innanzitutto non risponderanno per te. Ognuno di noi renderà conto a Dio per se stesso. Poi, invece di basarci sul nostro proprio apprezzamento, sarebbe più prudente ascolatre quello dice Dio, che è il supremo Giudice e non può transigere sul peccato.

Non c’è infatti alcun uomo giusto sulla terra, che faccia il bene e non pecchi. (Ecclesiaste 7:20)

Egli è costretto a punire anche quello che non sembra grave. Ma nel contempo Egli ci ama e ci ha dato un Salvatore: Gesù Cristo che, in perfetto accordo con il Padre, ha preso volontariamente il nostro posto subendo il giudizio di Dio che non l’ha risparmiato.

Guardiamo alla croce del Calvario: è là che è stato condannato il peccato, è là che Gesù ha espiato le colpe di tutti quelli che confidano in Lui. Dio non paserà alla leggera sui nostri peccati, perché ci ha offerto il mezzo per ottenere il Suo perdono, è questo gratuitamento per la fede in Gesù Cristo.

Se infatti la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata inizialmente annunziata dal Signore, è stata confermata a noi da coloro che l’avevano udita, mentre Dio ne rendeva testimonianza con segni e prodigi, con diverse potenti operazioni e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà. (Ebrei 2:2-4)

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