Non potevo dimenticare

Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. (Filippesi 3:13-14)

Non potevo dimenticare ciò che nel mio cuore bisognava curare. Non potevo dimenticare tutta l’amarezza che il mio volto esprimeva con tristezza. Non potevo dimenticare l’orrore della distanza che portava il gelo nella mia stanza. “Non posso, non posso e non voglio”, continuavo ad esclamare con la convinzione di non poter dimenticare.

Poi, ho conosciuto qualcuno che non potrò più dimenticare: una pace indescrivibile, capace di alleviare la tristezza e il rancore nascosti nel mio cuore; una mano potente in grado di cancellare tutto ciò che di frequente turbava la mia mente; una forza assai evidente in grado di spaccare la scorza che mi avvolgeva e che mi tratteneva nella fossa; un amore così soave che mi faceva guardare alla nuova vita che il mio Signore mi voleva donare.

Il nostro Creatore ci può liberare da tutto ciò che non riusciamo a dimenticare. Con Gesù Cristo nel cuore, tutto ciò che potremo ricordare è solo il Suo immenso amore.

Non tremare, non esitare, ma lasciagli cancellare l’orrore ed il pallore che il peccato ha lasciato sul tuo cuore. Scoprirai improvvisamente che il primo miracolo da ricordare è proprio il fatto che, Colui che ci poteva giudicare, ci ha permesso invece di dimenticare.

Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici. (Salmi 103:2)

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