Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte. (Luca 23:34)
Le parole di sfida che il Signore Gesù udiva quando era inchiodato alla croce avevano un sapore amaro: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi giù dalla croce!» (Matteo 27:40). «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» (Luca 23:39).
Intorno a Lui vi erano persone odiose e malvagie. Eppure, ha invocato il perdono di Dio per loro!
Nessuno ha mai assistito ad un simile atto d’amore: era venuto in casa Sua e non era stato ricevuto. Come i vignaiuoli della parabola del Signore, avevano riconosciuto in Lui “l’erede” del padrone e avevano gridato: “Costui è l’erede; venite, uccidiamolo e facciamo nostra la sua eredità”. (Matteo 21:38)
Questo supera le nostre capacità di comprensione. Se mai un uomo avrebbe avuto il diritto di chiedere vendetta, quello era il Signore. Ma non l’ha fatto. Perché?
La risposta sta nella seconda parte del versetto: “Perché non sanno quello che fanno”.
Tutto sta nel come il Signore ha considerato quella folla assetata di morte: non come tanti assassini, ma come delle vittime; non ha visto sui loro volti l’odio, ma lo smarrimento. Non li ha guardati come dei folli insensati, ma come delle pecore senza pastore.
Se abbiamo compreso questo, anche noi potremo incominciare a guardare gli altri in modo diverso.




