Ma Gesù, emesso un forte grido, rese lo spirito. Allora il velo del tempio, si squarciò in due, dall’alto in basso. E il centurione che stava di fronte a Gesù, visto che dopo aver gridato così aveva reso lo spirito, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio». (Marco 15:37-39)
“In quest’epoca visse Gesù, un uomo eccezionale perché compiva cose prodigiose” (Giuseppe Flavio, storico del 1° secolo d.C.)
Lo storico riferisce dunque che Gesù, un uomo fra gli uomini del suo tempo, fece delle cose straordinarie. Anche oggi il credente che legge i Vangeli resta meravigliato del contrasto fra l’umanità e la divinità di Gesù Cristo. Un credente lo sottolinea così:
“Lui che è il pane della vita (Giovanni 6:35) ha cominciato il suo ministero provando la fame (Luca 4:2). Lui che è la sorgente d’acqua di vita (Giovanni 4:14) ha terminato il suo ministero sulla croce soffrendo la sete (Giovanni 19:28). Come uomo, ha conosciuto la fame, ma come Dio ha nutrito che aveva fame (Matteo 14:19-21). Egli ha sentito la stanchezza (Giovanni 4:6), ma è il nostro riposo (Matteo 11:28). Ha pagato l’imposta (Matteo 17:27), ma è il Re (Giovanni 18:37).
Ha pregato (Matteo 14:23), ma ascolta le nostre preghiere (Salmo 6:9), ha pianto (Giovanni 11:35), ma asciuga le lacrime (Apocalisse 21:4). E’ stato condotto “al mattatoio come un agnello” (Isaia 53:7), ma è il Buon Pastore (Giovanni 10:14). E’ stato venduto per trenta denari (Matteo 26:15), ma ha riscattato i peccatori (1 Pietro 1:18-20). Egli ha dato la sua vita (Giovanni 10:15) e, morendo, ha annullato la morte (2 Timoteo 1:10).”
Duemila anni fa è stato l’umile falegname di Nazareth, domani sarà il Re dei re, davanti al quale ogni ginocchio si piegherà (Filippesi 2:9-11)




