Parlare di Gesù, aspettando la liberazione

Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:11-13)

Molto anziana, Anna faceva parte del piccolo numero di quelli che aspettavano il Messia, ai quali Dio aveva rivelato i propri segreti con la sua Parola. Aveva così capito che la venuta del Cristo era vicina.

Essendo profetessa, Anna lo serviva nel tempio, con digiuni e preghiere, notte e giorno, e parlava di Lui a quelli che aspettavano la liberazione.

Vi era anche Anna, una profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era molto avanzata in età, avendo vissuto dopo la sua verginità sette anni con il marito. Ella era vedova e, sebbene avesse ormai ottantaquattro anni, non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta ella pure in quel momento, lodava il Signore e parlava di quel bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme. (Luca 2:36-38)

Con la convinzione data dalla Parola di Dio, parlava di Colui che sarebbe arrivato da un momento all’altro; e, oh meraviglia! ha vissuto quel giorno in cui è risuonata la voce dal cielo.

Ma l’angelo disse loro: «Non temete, perché vi annunzio una grande gioia che tutto il popolo avrà; poiché oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore. (Luca 2:10-11)

Oggi, ai credenti è richiesto lo stesso atteggiamento.

E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi. (Giovanni 14:3)

Ciò significa che, da un giorno all’altro, il Signore Gesù verrà a prendere tutti quelli che avranno creduto in lui, per essere con lui eternamente. Non è questo il più bel messaggio che possiamo ricordare ai credenti, perché aspettino effettivamente il suo ritorno?

E’ anche il bell’invito rivolto a quelli che soffrono, che gemono e che non hanno ancora speranza! Con forza e certezza, ma anche con l’insistenza dell’amore, diciamo loro che il Signore viene.

E tu, che leggi il suo messaggio, accetta oggi la sua grazia!

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