Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti». (Atti 17:30-31)
Nella Bibbia queste parole, che alcune traduzioni moderne non rendono chiaramente, sono essenziali per esprimere correttamente il messaggio divino. Fin dall’inizio del suo ministero, Gesù ha proclamato:
Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne in Galilea predicando l’evangelo del regno di Dio, e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all’evangelo». (Marco 1:14-15)
Prima di lasciare questa terra, Egli ha spiegato che bisognava che il Cristo morisse e risuscitasse, e che dopo fossero annunciati il pentimento e il perdono dei peccati.
Allora aprì loro la mente, perché comprendessero le Scritture, e disse loro: «Così sta scritto, e così era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicasse il ravvedimento e il perdono dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme. (Luca 24:45-47)
Cosa significa pentirsi? Prima di tutto provare un sincero dispiacere per la propria condotta, insieme alla consapevolezza di avere offeso Dio. Ma, ancora di più, è un cambiamento radicale del modo di pensare e di agire che ci fa abbandonare tutto ciò che non è bene nella nostra vita.
Il pentimento non è qualcosa di negativo; anzi, è un progresso morale. E’ forse negativo abbandonare una cattiva abitudine? E’ invece una prova di coraggio. Infatti il pentimento consiste nel lasciare un cammino di perdizione per prendere quello della vita.
Udite queste cose, essi si calmarono e glorificavano Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche ai gentili per ottenere la vita!». (Atti 11:18)
Dove trovare la forza per pentirsi? In Dio stesso! E lui che ci domanda di pentirci e che ce ne darà la forza se gliela domandiamo.
Il suo perdono è un dono, ma c’è bisogno del pentimento e della fede. Bisogna confidarsi in Dio per mezzo di Gesù Cristo e ricevere il suo amore, per abbandonare il peccato e trovare la pace per il presente e per l’eternità.
Molto tempo fa l’Eterno mi è apparso, dicendo: «Sì, ti ho amata di un amore eterno; per questo ti ho attirata con benevolenza. (Geremia 31:3)



