Perdono estremo

Soccorrici, o DIO della nostra salvezza, per la gloria del tuo nome, e liberaci e perdona i nostri peccati per amore del tuo nome. (Salmi 79:9)

Il telefono squillò e il direttore del Centro Tutela conto la violenza femminile rispose. Dall’altra parta c’era la persona che aveva abusato di una sedicenne che si era rifugiata nel centro. L’uomo cominciò subito a infierire usando espressioni volgari, scurrili e minacciose e proseguì per diverso tempo, poi riagganciò.

Dopo soli cinque minuti richiamò: questa volta non parlava, ma ascoltava in silenzio. Il direttore allora cominciò dicendogli che non lo aveva ferito né spaventato anzi aveva solo accresciuto il peso del suo peccato.

Continuò illustrandogli per bene la vita e la codardia del gesto che aveva fatto, tutte le conseguenze che lo attendevano, ma gli disse anche che c’era qualcuno disposto a perdonarlo e aiutarlo. Ancora una volta l’uomo riattaccò.

Richiamò dopo cinque minuti e ricominciò a urlare cose orribili per poi riattaccare. La cosa andò avanti così per tutto il pomeriggio: l’uomo diceva delle oscenità e il direttore gli mostrava i suoi errori, ma anche gli parlava di quel qualcuno che poteva perdonarlo.

L’ultimo chiamata si concluse con le lacrime del malfattore, una preghiera di confessione e ravvedimento al Signore e le scuse dell’uomo a tutto il genere femminile. Alla fine del suo discorso, il direttore aggiunse: “Quel malfattore sono io!”. Aveva scontato la sua pena e poi cominciato a lavorare proprio in quel centro per le donne, fino a diventarne il direttore.

Non importa di quale atrocità tu ti sia macchiato, Gesù Cristo che ha perdonato, liberato e cambiato la vita di quel direttore, può trasformare anche la tua; lascia solo che lo faccia!

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