Perfezione e completezza dell’opera di Cristo

Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata. (2 Timoteo 2:8-9)

Come possiamo essere sicuri che il sacrificio di Cristo abbia raggiunto lo scopo, quello cioè di fare in modo che i peccatori, che si pentono e credono in Lui, evitino la “morte eterna”?

Molti uomini muoiono in nome di un ideale, ma se Cristo si fosse limitato a morire e non fosse poi risorto, lo scopo non sarebbe stato raggiunto. Il ricordo e l’esempio della Sua vita terrena perfetta non ci sarebbero stati di alcuna utilità perché nessuno sarebbe mai riuscito ad imitarlo; così ognuno di noi sarebbe rimasto sotto il peso dei propri peccati e quindi condannato.

Difatti, se i morti non risuscitano, neppure Cristo è stato risuscitato; e se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati. (1 Corinzi 15:16-17)

Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia, ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione. (Romani 4:23-25)

Ciò che da sicurezza e tranquillità ai credenti è la vittoria del Signore Gesù sulla morte e la Sua glorificazione alla destra di Dio. Dio ha dimostrato di avere pienamente gradito l’opera del Signore; le Sue sante, giuste e inderogabili esigenze sono state completamente soddisfatte. L’opera del Signore è stata perfetta, completa.

Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. (Romani 8:33)

A Dio Padre e al Signore Gesù siano la lode e l’adorazione da parte di tutti i credenti, diventati “giustizia di Dio” in Cristo (2 Corinzi 5:21)! E che la nostra giustizia pratica, nella vita di tutti i giorni, possa essere all’altezza della posizione che ci è stata conferita e alla gloria di Colui che ha compiuto in noi un lavoro così meraviglioso e potente.

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