Il cuore del giusto medita la sua risposta, ma la bocca degli empi sgorga cose malvagie. (Proverbi 15:28)
Siamo in estate e quasi ogni giorno, qua e là, divampa un incendio devastante. Nonostante le campagne di sensibilizzazione messe in atto dai media, le imprudenze o gli atti dolosi provocano la distruzione di centinaia di ettari di boschi e a volte anche di vite umane. Un semplice mozzicone di sigaretta gettato dal finestrino dell’auto può essere all’origine di una catastrofe.
La Bibbia impiega l’immagine degli incendi di foreste per incitarci a vegliare sulle nostre parole. Abbiamo fatto tutti l’esperienza degli effetti, positivi o negativi, che esse possono avere: si può fare molto male con la maldicenza o la calunnia, ma si può anche portare aiuto e consolazione con parole di conforto.
La risposta dolce calma il furore, ma la parola dura eccita l’ira. (Proverbi 15:1)
Uno prova gioia quando risponde bene; è buona la parola detta a suo tempo! (Proverbi 15:23)
Le nostre parole sono udite; ripetute, talvolta comprese male o travisate, e noi non possiamo misurarne le conseguenze; una “piccola” parola può fare “grandi” danni. Facciamo attenzione e ricordiamoci queste parole dell’apostolo Giacomo.
Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che ne subiremo un più severo giudizio, poiché manchiamo tutti in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il freno in bocca ai cavalli perché ci ubbidiscano, noi possiamo guidare anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e siano spinte da venti impetuosi, sono guidate da un piccolo timone, dovunque vuole il timoniere. Così anche la lingua è un piccolo membro, eppure si vanta di grandi cose. Osservate: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità. Posta com’è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e, infiammata dalla geenna, dà fuoco al ciclo della vita. (Giacomo 3:1-6)
Vegliamo, dunque, affinché non siamo dei propagatori di fuoco; non prestiamo un compiacente ascolto a tutto quello che udiamo, soprattutto quando si tratta di critiche o di valutazioni negative sul conto di altri.
Quando manca la legna il fuoco si spegne, e quando non c’è maldicente cessano le contese. (Proverbi 26:20)




