Ed egli, rispondendogli, disse: «O generazione incredula, fino a quando sarò con voi? Fino a quando vi sopporterò? portatelo da me». (Marco 9:19)
Quel padre era disperato: sin dalla tenera fanciullezza, suo figlio, preso da uno spirito immondo, si gettava nel fuoco o nell’acqua per morire. Quante notti insonni, quanto strazio per la madre, quale disperazione! La situazione sembrava del tutto irrisolvibili. Il padre si era rivolto ai discepoli di Gesù e chissà a quante altre persone prima di loro: tutto inutile.Tuttavia, ciò che è impossibile all’uomo è possibile a Dio!
La soluzione adesso era davanti a lui nella persona divina di Cristo Gesù. L’uomo descrive con dovizia di particolari il problema che affliggeva suo figlio e confessa che il problema era più grande di ogni possibile soluzione umana.
Spesso ce la mettiamo proprio tutta per venire fuori dai nostri guai ma, alla fine, non rimane che andare da Gesù, il quale mette a nudo il problema di fondo: l’incredulità! Non per questo, però, Egli ci allontana. Anzi, ci incoraggia a credere: “Ogni cosa è possibile a chi crede” (Marco 9:23), dirà a quel padre che ha imparato una cosa fondamentale per tutti noi, portare a Gesù i nostri problemi e ogni nostro bisogno.
Gesù pone l’enfasi sul pronome me: “Portatelo da me” (Marco 9:19). Qual è il tuo problema, il tuo peso, la tua difficoltà? Oggi portali a Gesù e troverai la soluzione.




