Quale gloria?

Ciò nonostante, molti, anche tra i capi, credettero in lui; ma a causa dei farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga;  perché preferirono la gloria degli uomini alla gloria di Dio. (Giovanni 12:42-43)

Gloria, una parola che nei Vangeli può avere una vasta gamma di significati: potenza, magnificenza, maestà gratitudine, lode. I Giudei, come tutti noi, sentivano il bisogno di essere approvati, stimati. Non è errato coltivare un tale desiderio, l’importante è che la lode venga dalla persona giusta e che sia meritata.

La gloria che i Giudei ricercavano era di natura umana, carnale, terrena e, per ottenerla, essi occupavano i primi posti nei conviti e i primi seggi nelle sinagoghe, ostentavano la loro presunta spiritualità quando pregavano, digiunavano o facevano elemosina.

Una gloria ricercata affannosamente, senza valore, anzi dannosa, perché conduce soltanto all’orgoglio e all’ipocrisia. Tale gloria rende schiavi del pensiero altrui. Chi la riceve deve rinunziare alle proprie convinzioni; infatti, anche quanto quei Giudei arrivarono a comprendere che Gesù era il Cristo atteso, temettero di confessarlo per non essere espulsi dalla sinagoga.

La gloria che va ricercata è quella che procede da Dio. E’ questa gloria che Gesù insegna ai Suoi. Chi la ricerca, difficilmente troverà il consenso degli altri, poiché essa è la via della croce e della rinuncia, ma è anche quella che viene dal Signore e, come tale, e la vera, unica gloria!

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