Ravvedersi

Fate dunque frutti degni del ravvedimento e non cominciate a dire dentro di voi: “Noi abbiamo Abrahamo per padre”, perché io vi dico che Dio può suscitare dei figli ad Abrahamo anche da queste pietre. (Luca 3:8)

Il ravvedimento è molto di più di un semplice dispiacersi per gli errori commessi in passato; esso include anche la tristezza e la vergogna per avere disonorato Dio. Ravvedersi significa tagliare con il passato per iniziare un nuovo modo di vivere e di pensare.

Significa trasformare le nostre scale di valori, la nostra morale e il nostro modo di agire, per vedere ciò che ci sta intorno con gli occhi di Dio. Una tale trasformazione richiede l’annullamento del nostro “io”.

Il richiamo al ravvedimento è uno dei temi ricorrenti nella Bibbia. La necessità del ravvedimento è già chiaramente descritta a Mosè, e la ritroviamo frequentemente nei profeti.

Ravvedimento è il termine dominante nel Nuovo Testamento; era il messaggio di Giovanni il battista e fu una delle prime frasi dette da Gesù in pubblico.

Or in quei giorni venne Giovanni Battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Matteo 3:1-2)

Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesù venne in Galilea predicando l’evangelo del regno di Dio, e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all’evangelo». (Marco 1:14-15)

Dando le ultime direttive ai suoi discepoli, prima di essere elevato in cielo, il Signore disse loro che il ravvedimento in vista del perdono doveva essere predicato nel suo nome a tutte le nazioni. Nel Nuovo Testamento troviamo i termini “ravvedersi” e “ravvedimento” più di cinquanta volte.

Il ravvedimento è un elemento indispensabile della conversione a Gesù Cristo. Solo successivamente, coloro che si sono convertiti mostreranno attraverso i loro atti la realtà del loro cambiamento interiore.

Ma prima a quelli in Damasco, poi a Gerusalemme, in tutta la regione della Giudea e ai gentili, ho annunziato di ravvedersi e di convertirsi a Dio, facendo opere degne di ravvedimento. (Atti 26:20)

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