Ricompensa divina

Così dice l’Eterno: «Trattieni la tua voce dal piangere, i tuoi occhi dal versare lacrime, perché la tua opera sarà ricompensata», dice l’Eterno; «essi ritorneranno dal paese del nemico. (Geremia 31:16)

Nel mondo del lavoro accade spesso che alcuni non ricevano l’approvazione o il giusto riconoscimento del proprio operato. A volte, addirittura, i meriti del nostro impegno vengono attribuiti ad altri. Oppure, in casi ancor più tristi, non si ottiene alcun risultato nonostante la fatica: insomma, avremmo mille motivi per piangere e lamentarci.

Ma ciò che è vero da un punto di vista prettamente umano e totalmente in disaccordo con l’ottica divina. Se è vero quel che dice il salmista: “L’opera mia è per il re” (Salmo 45:1), è altresì vero che Colui per il quale operiamo non mancherà di ricompensare quanto facciamo fedelmente.

Dio infatti non è ingiusto da dimenticare l’opera vostra e l’amore che avete dimostrato per il suo nome con i servizi che avete resi e che rendete tuttora ai santi. (Ebrei 6:10)

Egli conosce ogni cosa, vede le fatiche, sente il gemito dei Suoi figli e non li lascia nello sconforto, ma li incoraggia dicendo anche oggi con amore: “… State saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (1 Corinzi 15:58).

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