Sotto la luce divina

Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli». (Matteo 5:14-16)

Come il fondo di una valle prima del sorgere del sole, l’umanità era immersa in un’oscurità di corruzione e di violenza. Appare Cristo, mandato da Dio, ed improvvisamente quest’umanità, posta sotto una luce perfetta, appare sotto il suo vero aspetto.

L’umiltà, l’abnegazione, la dolcezza, la pazienza, la sincerità di Cristo … tutta questa luce divina proiettati sul nostro mondo, e su ognuno di noi,mettono rispettivamente in evidenza il nostro orgoglio, l’egoismo, la durezza, l’ipocrisia che lo caratterizzano.

Noi siamo capaci di apprezzare i contrasti, ma per questo ci occorrono dei riferimenti. Il male viene difinito in rapporto al bene, la menzogna in rapporta alla verità, l’odio in rapporto all’amore. Cristo è venuto per salvare l’umanità, attraverso il suo sacrificio, e a costituire per noi un grande riferimento. E noi, a nostra volta, siamo chiamati a riprodurlo, essendo, come lo dichiara Gesù, luce per il mondo.

Un credente coscienzioso in mezzo a gente disonesta, soddisfatto in mezzo a gente scontenta, serio tra persone immorali, è simile ad un proiettore che mette in evidenza i lati più oscuri della natura umana.

Compito arduo, perché attira il risentimento e l’animosità di coloro che si sentono giudicati. E’ per questo che la luce, questo rifliesso del cielo, deve essere necessariamete accompagnata dall’amore, perché l’amore attira. Ne è stato esttamente così di Gesù, in cui hanno contemporaneamente brillato la luce e l’amore divino, la verità e la grazia.

Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio. (Giovanni 3:19-21)

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