Sulla strada giusta

Arnaldo, 6 anni, si è smarrito nel centro città. Chiede la via ad un poliziotto che gli spiega il tragitto da percorrere. Ma, improvvisamente, nel bel mezzo delle spiegazioni, il piccolo scoppia a piangere, troppo agitato anche solo per ascoltare le indicazioni.

In quel istante arriva un vicino che lo prende per mano e lo porta con sé. Poiché il bambino è troppo stanco, lo porta in braccio fino a casa. Il poliziotto aveva indicato la via al bambino; il vicino è stato addirittura la via.

Gesù è la via che conduce a Dio. Non indica soltanto la via da seguire, s’incarica di condurvi quelli che hanno fiducia in lui per seguire la via della vita.

La gente può dare consigli: occorre fare questo o quello, andare qui o là, consultare tale o tal altro. Il punto comune a molte soluzioni umane è che si deve ricorrere alle proprio risorse. Bisogna salvarsi da soli.

Ma che fare quando non si ha più la forza, più coraggio? Che fare quando si è disgustati dalla vita, degli altri, come di se stessi? Semplicemente accettare il soccorso che Gesù ci propone.

E Gesù di nuovo parlò loro, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». (Giovanni 8:12)

Egli ci accoglie così come siamo e ci conduce a Dio. Non è solo una guida intellettuale, un esempio da seguire. E’ il Salvatore, colui che s’incarica di risolvere i problemi che ci superano. Il credente non è forte in se stesso. Conosce la propria debolezza, ma ha trovato Gesù, l’uomo forte per eccellenza, che cammina con lui fino alla fine sulla via della vita.

Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

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