Tutti ci voltano le spalle?

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. (Matteo 11:28)

“Sono un giovane egiziano, servo di un Amalekita; il mio padrone mi ha abbandonato perché tre giorni fa mi ammalai” (1 Samuele 30:13). E’ con queste parole che un giovane schiavo racconta la sua storia al re Davide che l’ha incontrato nei campi mentre inseguiva l’esercito nemico. Che storia avvilente! Abbandonato dal padrone perché diventano un impedimento e destinato a morte sicura.

Si tratta di una storia d’altri tempi, penserete, eppure quanti giovani, anche oggi, sono abbandonati a se stessi, privati del calore di una famiglia! E quanti genitori si sentono abbandonati dai figli, troppo impegnati per occuparsi di loro diventati anziani! Quante persone sono disperatamente sole!

Quanti lavoratori sono licenziati dall’oggi al domani e si trovano all’improvviso senza mezzi di sussistenza per sé e per le proprie famiglie! La società attuale è dura, e lascia molti sulla strada, senza risorse, senza amici, senza speranza …

A chi rivolgersi quando ci si trova in simili situazioni, con la sensazione che tutti ci voltino le spalle? Ascoltiamo la voce di Gesù: “Venite a me … e io vi darò riposo”. “Colui che viene a me, non lo caccerò fuori” (Matteo 11:28, Giovanni 6:37).

E’ il Figlio di Dio che parla così, non un uomo qualsiasi. Lui non può deluderci, non può non mantenere le Sue promesse: “essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché mediante la Sua povertà, voi poteste diventare ricchi” (2 Corinzi 8:9).

Incomprensione, odio, derisione, fino alla condanna a morte: tutto questo Lui ha conosciuto quando è venuto fra noi, e ci comprende. Mettiamo davanti a Lui i nostri problemi, parliamogli con la preghiera; la soluzione Lui l’ha già trovata dobbiamo solo dargli fiducia.

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