Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili; non rendete male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite; poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione. (1 Pietro 3:8-9)
Non saremo mai concordi nel senso di avere tutti le medesime opinioni; ma possiamo essere concordi quando, pur con visioni diverse, siamo animati da una comune devozione a Cristo. Amare non equivale a piacere. La provvidenza non ci chiede come ci piacerebbe che fossero i nostri fratelli, ma ci esorta ad amarli.
L’amore non deriva necessariamente dalle emozioni, ma dalla volontà; non consiste nel sentimento, ma nell’azione; non nelle parole dolci, ma nelle opere di solidarietà reciproca.
Siamo invitati ad essere pietosi e avere la compassione del nostro benedetto Signore che sempre tende verso il debole e l’errante, verso le folle affamate e verso gli afflitti che cercano il Suo aiuto.
Siamo invitati ad essere umili. Pronti ad occupare il posto meno confortevole, o lasciare che altri siedano mentre noi rimaniamo in piedi. Lasciate che i modi in uso presso la corte del Padre Celeste siano sempre evidenti nella nostra vita quotidiana.
Solo così il mondo potrà apprendere che il cristianesimo genera non soltanto l’eroismo indotto da una situazione straordinaria, ma anche le piccole cortesie e le dimostrazioni di rispetto nel quotidiano.




