Io ho detto in cuor mio: «Vieni ora, ti voglio mettere alla prova con la gioia, e tu godrai il piacere». Ma ecco anche questo è vanità. (Ecclesiaste 2:1)
Secondo i dati di un’inchiesta di una società di assicurazioni, più della metà dei giovani dai 15 ai 25 anni ammettono di aver fatto uso di sostanze stupefacenti almeno occasionalmente.
Ci si può chiedere: Perché drogarsi? La tossicodipendenza è da considerarsi un sintomo di una grave malattia, ma di quale?
Uno psichiatra, intervistato al riguardo, ritiene che il consumo di droga sia sempre la manifestazione di un malessere, ma quest’abitudine non risolve per niente i problemi di coloro che ne fanno uso.
Al contrario, essa conduce spesso a situazioni disperate: insomma si tratta di un aiuto illusorio e ingannevole.
Ma allora dove trovare il rimedio per questi desideri di evasione, per il vuoto che il nostro mondo materialista non riesce a colmare? Chi può soddisfare i veri bisogni del cuore?
Tu mi mostrerai il sentiero della vita; c’è abbondanza di gioia alla tua presenza; alla tua destra vi sono delizie in eterno. (Salmi 16:11)
Il solo che può farlo è Gesù Cristo, Non resistiamo alla sua voce che dice:
Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo. (Matteo 11:28)
Accettiamo Gesù come nostro Salvatore e faremo l’esperienza che fece l’apostolo Paolo: nonostante fosse in prigione, abbandonato da tutti, preferiva questa sua condizione a quella dei suoi nemici. Dalla sua conversione aveva dato un senso alla sua vita.
Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Galati 2:20)
Gesù Cristo era la sua ragione di vita: Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno. (Filippesi 1:21)
Il suo modello da seguire: Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. (Filippesi 2:5-8)
Il suo scopo da raggiungere: Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, proseguo il corso verso la mèta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. (Filippesi 3:13-14)
La sua gioia e la sua forza per la vita di ogni giorno: Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica. (Filippesi 4:13)



