Un canto nella nebbia

Quelli che scendono in mare sulle navi e che fanno commercio sulle grandi acque, vedono le opere dell’Eterno e le sue meraviglie negli abissi del mare. Poiché egli comanda e fa levare un vento di tempesta, che solleva le onde del mare. Essi salgono fino al cielo e sprofondano negli abissi; la loro anima viene meno per l’angoscia. Barcollano e traballano come degli ubriachi, e non sanno più che fare. Ma nella loro avversità gridano all’Eterno, ed egli li trae fuori dalle loro angosce. Egli riduce la tempesta a un mormorio e le sue onde son fatte tacere. Al loro acquietarsi essi si rallegrano, ed egli li conduce al porto da loro desiderato. (Salmi 107:23-30)

Nei dintorni dell’isola di Terranova la nebbia è a volte così fitta che i pescatori non riescono a vedere il faro che c’è all’ingresso del porto. Ai tempi in cui non esistevano i radar, capitava loro di vagare a lungo, a volte a ridosso della costa rischiando di fracassare la loro barca contro una scogliera o contro un iceberg.

Così, nell’ora in cui rientravano le imbarcazioni, le moglie e i figli dei marinai si radunavano sul pontile e si mettevano a cantare a squarciagola. Quelle voci guidavano i marinai immersi nella nebbia verso la luce del faro che li introduceva nel porto.

Questo fatto ci fa pensare a coloro che non sanno come orientare la loro esistenza. Stanno vagando in una nebbia fitta che non permette loro di vedere la vera luce che è Gesù Cristo.

Eppure, se ascoltassero bene, sentirebbero delle voci che si indirizzano a loro. Provengono da quelli che, avendo a loro volta trovato la salvezza e la pace, parlano agli altri di Colui che li ha salvati. Queste voci invitano a trovare nella Parola di Dio la giusta direzione e la rotta da seguire per andare a Gesù. Lui è il faro che rischiara la notte, l’unico che può condurre al porto.

Essere in porto vuol dire essere al sicuro, attraccati agli ormeggi con delle funi che non si possono rompere. Così è di chiunque ha creduto nel Signore; gli appartiene, ha la vita eterna e nessuno potrà strapparlo dalle Sue mani, perché la sua vita è legata a Lui che è seduto sul trono alla destra di Dio.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. (Giovanni 10:27-28)

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