Un caso di coscienza

Durante una fiera, un uomo sulla cinquantina si era avvicinato, esitante, allo stand della Bibbia. Dopo un breve scambio di saluti spiegò la sua situazione: nato in una famiglia cristiana, era stato a contatto con il Vangelo fin dall’infanzia. Aveva però trascurato di occuparsi della propria salvezza.

Si era sposato, aveva avuto dei figli e non si era mai preoccupato di parlare loro della Bibbia e delle verità cristiane. Tuttavia, da qualche tempo, rifletteva su ciò che aveva udito da bambino, ed era turbato; si rendeva conto di aver commesso un grave errore coi suoi figli privandoli di un’istruzione cristiana; un giorno, avrebbero potuto rimproverarlo per questo.

Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c’è chi predichi? E come predicheranno, se non sono mandati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano la pace, che annunziano buone novelle!». Ma non tutti hanno ubbidito all’evangelo, perché Isaia dice: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?». La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio. (Romani 10:14-17)

Non possiamo tornare indietro e fare le cose che abbiamo trascurato. Tuttavia possiamo sempre ritornare a Colui di cui non ci siamo più interessati.

Se ci troviamo in quella situazione, non lasciamo passare nemmeno un giorno. Cos’è la nostra vita? Un vapore effimero. Il domani non ci appartiene. Non trascuriamo la grande salvezza di Dio. Oggi, pentiamoci e crediamo al Vangelo. Apriamo il libro di Dio, leggiamolo e preghiamo per ciascuno dei nostri cari.

Possiamo anche offrire una Bibbia ai nostri figli, dicendo loro chi abbiamo trovato e chiedendo perdono per la nostra negligenza, mostrando loro il valore che ha per noi l’amore di Dio.

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