Un cuore che ascolta

Come può un giovane rendere la sua via pura? Custodendola con la tua parola. Ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciarmi deviare dai tuoi comandamenti. Ho conservato la tua parola nel mio cuore, per non peccare contro di te. (Salmi 119:9-11)

“Concedi dunque al tuo servo un cuore intelligente” (1 Re 3:9). E’ questa la preghiera che indirizzava a Dio un giovane che sentiva tutta la sua debolezza a fronte della grandezza del compito che gli incombeva. Si trattava di re Salomone, agli inizi del suo regno.

Vi sono molte cose da imparare in queste poche parole. Quando la Parola divina penetra in un cuore, la vita intera ne è influenzata, poiché è il cuore che regola ogni nostra attività e che determina tutto il nostro modo di essere.

Bisogna che sia riempito da qualcuno o da qualcosa, non può rimanere vuoto, sarebbe contro natura. Ma chiediamoci: che cos’è che occupa il nostro cuore? Dalla risposta che diamo a questa domanda dipenderà la nostra intera esistenza.

Un cuore può essere sede di un “idolo” e di solito quest’idolo sarà semplicemente l’io. Sarà allora un cuore ristretto, che finirà per diventare duro, arido e freddo perché non c’è nulla che indurisca come avere solamente se stesso per orizzonte.

Un tale cuore è allora troppo occupato dai propri interessi o ambizioni per avere il tempo di ascoltare. E se non abbiamo “un cuore che ascolta”, i rumori di questo mondo soffocheranno il suono della voce di Dio. Essa raggiungerà forse le nostre orecchie, ma non andrà oltre.

Vegliamo dunque, affinché sia veramente il nostro cuore ad ascoltare.

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