Un Dio che perdona

Giacomo II, re d’Inghilterra nel XVII secolo, fu un monarca autoritario. Detronizzato, dovette fuggire in Francia e morì nel castello di Saint-Germain-en-Laye nel 1701.

Incline alla vendetta, disse un giorno ad un ufficiale che si era rivoltato contro di lui: “Signor Aylasse, lei sa che è in mio potere di perdonarla. – Si, rispose l’ufficiale, so che è in suo potere di farlo, ma so anche che ciò non rientra nelle particolarità del suo carattere”.

Non nelle particolarità del carattere di un uomo, ma talmente in quelle del carattere di Dio che il perdono può essere associato al suo stesso nome!

Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente. (Isaia 55:7)

La Bibbia indica che la condizione necessaria per essere perdonati è innanzitutto il pentimento. Nessuno merita il perdono. Esso ci è accordato come una grazia ottenuta per mezzo del sacrificio di Gesù sulla croce.

Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. (1 Giovanni 1:9)

Se ci riconosciamo colpevoli, la fede in Gesù e nel suo sacrificio ci salva interamente. Dio salva solamente coloro che credono.

Infatti, poiché nella sapienza di Dio il mondo non ha conosciuto Dio per mezzo della propria sapienza, è piaciuto a Dio di salvare quelli che credono mediante la follia della predicazione, poiché i Giudei chiedono un segno e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che è scandalo per i Giudei e follia per i Greci; ma a quelli che sono chiamati, sia Giudei che Greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poiché la follia di Dio è più savia degli uomini e la debolezza di Dio più forte degli uomini. (1 Corinzi 1:21-25)

Così Dio ha percorso tutto il cammino che ci separava da Lui. Non ci rimane da fare che un solo passo verso di Lui, quello della fede, perché non farlo subito?

Beati quelli le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. Beato l’uomo al quale il Signore non addebita affatto il peccato. (Romani 4:7-8)

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