Un male incurabile

Ecco, la mano dell’Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire. Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO, e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto. (Isaia 59:1-2)

Come potrebbe un essere umano, limitato com’è dai limiti dello spazio e del tempo nonché della sua propria natura, comprendere Colui che è eterno? Bisogna che Dio stesso si degni di rivelarsi, Gesù Cristo è venuto nel mondo per portarci la conoscenza di Dio. Come potrebbe il Creatore non interessarsi alla sua creatura? E, vendendola perduta, Egli ha voluto salvarla.

In presenza della giustizia di Dio, ci rendiamo conto che siamo degli esseri colpevoli. Tra Dio e noi si erige una barriera insormontabile, è il peccato.

Se Dio ci parla deve necessariamente condannarci. Ciò che è terribile è che il nostro male è incurabile. Questo male, con cui gli uomini devono continuamente misurarsi perché non si trova solamente nel mondo ma nel loro proprio cuore, non è considerato degno di essere preso sul serio.

Essi ne minimizzano la gravità, e ne fanno perfino un soggetto di scherzo. A volte si distingue il peccato “veniale” dal peccato “mortale”, ma davanti a Dio ogni peccato è mortale, nel senso che è stata necessaria la morte di Cristo per espiarlo.

Tutti gli esseri umani, anche i più saggi, i più virtuosi, sono peccatori e, a questo titolo, meritano di essere eternamente lontani da Dio. Non vi è dunque nessuna speranza per l’uomo? Non potrà dunque mai essere perdonato e sfuggire alla perdizione? Domande cruciali alla quali solo la Parola di Dio può dare una risposta.

Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani d’Israele, se oggi noi siamo giudicati intorno ad un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere come egli è stato guarito, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù di lui compare davanti a voi quest’uomo completamente guarito. Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è divenuta la testata d’angolo. E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati». (Atti 4:8-12)

Tutte le religioni fondate dagli uomini pretendono di offrire una risposta alla coscienza tormentata dell’essere umano che cerca la pace con Dio. Risposte illusorie perché propongono all’individuo di pervenirvi mediante i propri mezzi. In fondo non fanno altro che adulare il proprio orgoglio facendogli credere che è capace di meritare la salvezza.

Ma la salvezza può solamente provenire da Dio e non può essere altro che gratuita. Dio odia e condanna il peccato, ma ama il peccatore e vuole riconciliarlo a sé. Tuttavia, poiché Egli è giusto, non può semplicemente chiudere gli occhi sui nostri peccati e, per così dire, “passare la spugna”.

La giustizia divina è una legge che non può rimanere senza effetto o essere messa da parte. Poiché l’uomo è colpevole, deve subirne le conseguenze. Ma Dio, nel suo immenso amore, ci ha dato un Salvatore, Gesù Cristo, il suo stesso Figlio. Egli si è sostituito a noi per sopportare sulla croce la giusta ira di Dio che avevamo meritata.

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