Un miracolo in mare

L’anima mia trova riposo in DIO solo; da lui viene la mia salvezza. (Salmi 62:1)

Già da molti giorni infuria la tempesta, che innalza onde gigantesche, sballottando la nave qua e là, come un guscio di noce. Di notte non si vede nessuna stella in cielo ed è buio anche in pieno giorno.

Persino quei marinai esperti, abituati alle intemperie, si danno per vinti. Hanno già buttato in mare il carico ed ora tocca all’attrezzatura della nave. Ma la loro abilità e i loro sforzi sono vani. Contro quella tempesta non possono fare nulla. Non c’è più speranza di salvezza.

Ma poco dopo, si scatenò sull’isola un vento impetuoso, chiamato euroclidone. Siccome la nave era portata via, non potendo reggere al vento, la lasciammo in sua balìa, e così eravamo portati alla deriva. Passati velocemente sotto un’isoletta, chiamata Clauda, riuscimmo a stento a controllare la scialuppa. E, dopo averla tirata a bordo, i marinai usarono tutti i mezzi per fasciare di sotto la nave con gomene e, temendo di finire incagliati nella Sirte, calarono le vele, lasciandosi così portare alla deriva.

Ma, essendo violentemente sbattuti dalla tempesta, il giorno seguente incominciarono a gettare il carico. Il terzo giorno, con le loro mani gettarono in mare l’attrezzatura della nave. Poiché non apparivano né sole né stelle già da molti giorni, e infuriava su di noi una gran tempesta, si era ormai persa ogni speranza di salvezza.  (Atti 27:14-22)

Soltanto Paolo, che fin dall’inizio sembrava essere in qualche modo il perno della situazione, mostra un’inspiegabile tranquillità. E’ possibile che non abbia paura per la propria vita? Che cosa lo fa essere così calmo e fiducioso?

Probabilmente questo atteggiamento dipende dalla sua fede, della quale deve testimoniare fino a Roma.

Trascorsi molti giorni di digiuno per tutti, Paolo si alza e li incoraggia:

Poiché un angelo del Dio al quale appartengo, e che io servo, mi è apparso questa notte, dicendo: “Paolo, non temere; bisogna che tu compaia davanti a Cesare, ed ecco, Dio ti ha dato tutti quelli che navigano con te”. Perciò, uomini, state di buon animo, perché ho fede in Dio che avverrà come mi è stato detto. (Atti 27:23-25)

Questo fa nascere una nuova speranza. Quel Dio sconosciuto potrà veramente salvarli? Paolo parla con grande sicurezza, e Dio manifesta la propria potenza e non delude il suo fedele servitore.

E’ vero che perdono la nave, ma tutti i 276 passeggeri raggiungono l’isola di Malta sani e salvi. A Dio puoi affidare la tua vita, ancora oggi!

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