Un semplice riferimento cronologico?

Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. (Luca 1:31-32)

Noi utilizziamo un riferimento cronologico universale: “Gesù Cristo”. Storici, politici e scienziati, utilizzano tutti lo stesso riferimento: collocano gli avvenimenti  “avanti” o “dopo” Gesù Cristo.

In tutto ciò ‘è sorprendente, poiché quando Gesù è venuto in questo mondo non è stato ricevuto, anzi, è stato rifiutato e crocifisso. Eppure continuiamo a pronunciare il suo nome, “Gesù Cristo”, molto frequentemente; nessuno uomo è mai stato nominato così tante volte! Che Gesù Cristo sia posto al centro della storia dell’uomo, quando quest’ultimo non ne ha voluto sapere, sembra un’incoerenza.

Ciononostante Dio continua a mantenere viva la memoria di suo Figlio agli abitanti della terra che lo hanno crocifisso. Il suo obiettivo è di far conoscere il vero valore di quel nome, nome che divide l’umanità in due categorie: quelli che hanno ricevuto Gesù come loro personale Salvatore, e quelli che vedono in lui semplicemente un uomo, magari eccezionale, ma nulla di più.

E’ tu? Consideri Gesù Cristo semplicemente un uomo che è stato ingiustamente crocifisso a causa della cattiveria umana? Una vittima della crudeltà dell’uomo?

Gesù Cristo è al centro della rivelazione divina, la Bibbia. E’ il Figlio eterno in cui Dio, un giorno, riunirà tutte le cose, e fin da ora vuole stabilire una nuova relazione con gli uomini.

In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati. (Atti 4:12)

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