Un tesoro a Pompei

Né il loro argento né il loro oro li potrà liberare nel giorno dell’ira dell’Eterno; anzi tutto il paese sarà divorato dal fuoco della sua gelosia, perché egli compirà certamente una completa distruzione di tutti gli abitanti del paese. (Sofonia 1:18)

Riportando alla luce le rovine di Pompei, rimasta sepolta sotto le ceneri del Vesuvio nel 79 d.C., venne trovato il corpo di una donna che teneva tra le mani bracciali, collane, anelli e un paio di magnifici orecchini. Gli esperti assicurano che si tratta di gioielli dell’alta oreficeria di quel tempo.

Evidentemente quella donna, di fronte alla catastrofe imminente, era corsa a salvare ciò che aveva di più prezioso, ma è morta soffocata, coperta da una pioggia di cenere. Che sorpresa per gli archeologici trovare, dopo più di diciannove secoli da quella tragedia, un tesoro pressoché intatto accanto ad un corpo senza vita!

Allo stesso modo, milioni di persone sembrano avere oggi un unico scopo: preservare i propri beni terreni. Fino al loro ultimo respiro, rimangono attaccati a ciò che possiedono. I beni resteranno, ma i loro corpi verranno sepolti. E la loro anima dove andrà?

Un giorno, certamente non lontano, una catastrofe molto più terribile di quella dell’eruzione del Vesuvio si abbatterà sul mondo quando Cristo, rifiutato alla sua prima venuta sulla terra, eseguirà i giudizi preannunciati da Dio.

Quelli che avranno ammassato delle ricchezze, ma rifiutato Cristo, non solo verranno spogliati dai loro beni, ma saranno condannati ad un’eternità di pene. Solo in Cristo c’è la vita: Lui è la vera ricchezza. Accettalo oggi stesso come tuo Salvatore e Signore.

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