Un uomo stolto

Non ti affannare per diventare ricco; smetti di applicarvi la tua intelligenza. Vuoi fissare lo sguardo su ciò che scompare? Poiché la ricchezza si fa delle ali, come l’aquila che vola verso il cielo. (Proverbi 23:4-5)

Un uomo è divenuto ricco e vuole costruire nuovi granai per il suo abbondante raccolto. Egli dice fra sé: “Anima mia, tu hai molti beni ammassati per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti”. Ma Dio gli dice: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quello che hai preparato, di chi sarà?” (leggi Luca 13-21)

Ci sono due modi di essere ricchi: come quest’uomo stolto si può essere ricchi di beni terreni, in certi casi accumulati egoisticamente. Ma si può anche essere arricchiti da Dio stesso. Ma di che ricchezza si tratta? E come può avvenire? Non certo ad azioni meritevoli, ma ricevento ciò che Dio stesso ci dà, cioè il Suo perdono, la pace dell’anima, una coscienza tranquilla e una speranza eterna.

Il Signore racconta questa parabola perché è stato interpellato a proposito di un problema d’eredità. Così ne approfitta per mettere in luce la causa della discordia: l’avarizia e il desiderio di possedere sempre di più.

Infatti l’amore del denaro è radice di ogni specie di mali; e alcuni che vi si sono dati si sono sviati dalla fede e si sono procurati molti dolori. (1 Timoteo 6:10)

Ma c’è qualcosa di ben più importante che accumulare dei beni per il nostro breve passaggio sulla terra. Pensiamo alle nostre anime e a cosa avverrà dopo la morte: possediamo la vita eterna? Dio dichiara “stolto” chi non se ne preoccupa. Essere veramente previdenti vuol dire mettere la propria fiducia in Dio per il presente e per l’eternità. I nostri bisogni giornalieri Dio li conosce. Ma diamo la priorità ai Suoi interessi, ed Egli si farà carico delle nostre preoccupazioni quotidiane.

Anche voi non state a cercare che cosa mangerete e che cosa berrete, e non state in ansia! Perché è la gente del mondo che ricerca tutte queste cose; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. (Luca 12:29-30)