Infatti io non mi vergogno dell’Evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16)
L’Evangelo impegna chi lo accetta. Non si tratta di una superficiale adesione a un’ideologia, ma di un travaglio interiore di cuore e di coscienza. Certe persone non vogliono saperne perché sanno che, essendo una potenza che opera nella vita di chi lo riceve, non è possibile accettarlo solo a parole, ma bisogna lasciarsi trasformare da esso.
Nessuno si è mai pentito di aver accettato Gesù come suo personale Salvatore!
L’apostolo Paolo ha sofferto molto a causa della propria fede; è stato perseguitato, percosso, imprigionato. Però non ha mai rimpianto la vita che conduceva prima della sua conversione. Il suo rapporto con Dio e la pace che riempiva il suo cuore non gli facevano invidiare nessuno. Anche in prigione scriveva:
So infatti che questo riuscirà a mia salvezza, mediante la vostra preghiera e l’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, secondo la mia fervida attesa e speranza, che non sarò svergognato in cosa alcuna, ma che con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà magnificato nel mio corpo, o per vita o per morte. Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno. (Filippesi 1:19-21)
Rallegratevi del continuo nel Signore; lo ripeto ancora: Rallegratevi. La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il Signore è vicino. Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. (Filippesi 4:4-7)
Ancora oggi. l’Evangelo è presentato a tutti non come un prodotto da mettere alla prova, ma come una potenza che libera e che fa trovare alla vita il suo vero significato.



