Una diagnosi infallibile

Dalla pianta del piede fino alla testa non vi è nulla di sano: solo ferite, lividure e piaghe aperte, che non sono state pulite né fasciate né lenite con olio. (Isaia 1:6)

Dovunque Egli passasse, Gesù rendeva la salute ai malati. La guarigione era collegata al messaggio della salvezza. Ma in quale ordine il Signore agiva? Quando guarì l’uomo paralizzato Gli disse intensionalmente, che in risposta alla sua fede, i suoi peccati erano perdonati.

Per Gesù la salvezza dell’anima era più importante che la guarigione del corpo. Tuttavia, per provare che Egli ha ogni autorità per perdonare i peccati, rende anche la salute a quel pover’uomo. Un medico che si limitasse a curare la febbre o i mal di testa senza cercarne le origini, mancherebbe sia di competenza, sia di coscienza professionale.

Il nostro grande Medico, dalla diagnosi infallibile, ci mostra in questa scena qual è il vero problema dell’uomo, la causa di tutti i suoi mali: una malattia morale, mortale che si chiama peccato. La nostra tendenza è di arrestarci alle sue manifestazioni secondarie esteriori e visibili: miseria, apprensione, ineguaglianze sociali, angoscia, disordini di ogni natura, dimenticando il vero problema al quale l’Evangelo porta il rimedio divino.

Molte persone anelerebbero di essere guarite dalle loro malattie, senza provare affatto il bisogno di essere in relazione con Dio e di rimettere in seguito l’intera loro vita tra le mani del Salvatore affinché la diriga. La guarigione di una malattia, il sollievo dato ad una sofferenza, non sono mai state, per il Signore, benedizioni elargite all’uomo solamente per questa vita. Vita ben breve se rapportata all’eternità.

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